E’ lecito registrare (o riprendere) conversazioni con il proprio smartphone? Indicazioni dalla Suprema Corte.

E' lecito registrare (o riprendere) conversazioni con il proprio smartphone-

Ci occupiamo oggi di un tema di strettissima attualità: ormai con l’utilizzo diffuso di smartphone chiunque possiede degli strumenti per registrare conversazioni o riprendere episodi di vita quotidiana.
Ma si possono riprendere/registrare lecitamente conversazioni, anche telefoniche?
E tali registrazioni possono eventualmente essere utilizzate legittimamente nel processo penale e nel processo civile?
Ci viene in aiuto la Cassazione che con la recentissima sentenza 5241/2017 ha sancito che le registrazioni, video e/o sonore, tra presenti, o anche di una conversazione telefonica, effettuata da uno dei partecipi al colloquio, o da persona autorizzata ad assistervi – che non commette il reato di cui agli art. 617 e 623 c.p., perché autorizzato,costituisce prova documentale valida e particolarmente attendibile, perché cristallizza in via definitiva ed oggettiva un fatto storico ovvero il colloquio tra presenti o la telefonata.
Il soggetto che registra, inoltre, è pienamente legittimato a rendere testimonianza, e quindi la documentazione del colloquio la rende inconfutabile e oggettiva in quanto esclude qualsiasi contestazione sul contenuto dello stesso.
Inoltre tali tipi di registrazioni/riprese di conversazioni tra presenti, compiute di propria iniziativa da uno degli interlocutori (anche all’insaputa di altri) non necessitano di alcuna autorizzazione, in quanto non rientrano nel concetto di intercettazione in senso tecnico ma sono da considerarsi quale forma particolare di documentazione, non sottoposta ai limiti ed alle formalità delle intercettazioni.
D’altra parte, già in passato la Suprema Corte aveva evidenziato come intercettazioni telefoniche e ambientali (che costituiscono un’ingerenza esterna sulla vita privata svolta per opera di un terzo e che dunque necessitano dell’autorizzazione dell’autorità per poter essere svolte) non siano assimilabili alle intercettazioni di conversazioni tra presenti o al telefono svolte da uno degli interlocutori sia pure occultamente, trattandosi di situazioni del tutto diverse fra loro.