Il delitto di rapina e il rapporto con l’attenuante del danno di speciale tenuità.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II PENALE – SENTENZA 18 settembre 2017, n. 42536

L’attenuante del danno di speciale tenuità è sempre applicabile al delitto di rapina se il bene mobile sottratto è di modestissimo valore?

La suprema corte ci dice di no, perché ai fini della configurabilità dell’attenuante del danno di speciale tenuità con riferimento al delitto di rapina, non è sufficiente che il bene mobile sottratto sia di modestissimo valore economico, ma occorre valutare anche gli effetti dannosi connessi alla lesione della persona contro la quale è stata esercitata la violenza o la minaccia.  Il delitto di rapina, infatti, ha natura plurioffensiva e lede, dunque, non solo il patrimonio, ma anche la libertà e l’integrità fisica e morale della persona aggredita per la realizzazione del profitto. Ne consegue che, solo ove la valutazione complessiva del pregiudizio sia di speciale tenuità può farsi luogo all’applicazione dell’attenuante, sulla base di un apprezzamento riservato al giudice di merito e non censurabile in sede di legittimità, se immune da vizi logico-giuridici.

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